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Massima attenzione a questo bonus per i lavoratori: ecco perché può nascondere un grave rischio

L’attenzione su un bonus per i lavoratori deve essere massima perché può nascondere un grave rischio: ecco di che cosa si tratta.

Non tutti i lavoratori dipendenti sanno che c’è una trappola in cui cadere facilmente. Si tratta sia di soggetti che hanno un contratto pubblico che privato. È consigliato loro di fare molta attenzione alla loro busta paga per via di un incentivo che maschera il rischio.

Massima attenzione al bonus per i dipendenti – ilciriaco.it

È facile inciampare in qualche trappola se si è distratti o non si sa su che cosa tenere gli occhi aperti, soprattutto quando capitano davanti alcuni cavilli di questioni burocratiche difficilmente da gestire. In questo caso, è stato sottolineato che ogni lavoratore dipendente deve prestare la massima attenzione alla trappola presente in busta paga e travestita da bonus. Nel dettaglio, è emerso che il taglio del cuneo contributivo è diverso da quanto comunemente si pensi.

Bonus lavoratori: attenzione al taglio del cuneo fiscale in busta paga

La circolare Inps numero 11 del 16 gennaio 2024 ha spiegato che i lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, hanno diritto a un esonero pari al 6% o al 7%, nel primo caso se la retribuzione imponibile non superi al 2.692 euro al mese, mentre nel secondo caso se il compenso non superi i 1.923 euro al mese. In entrambi i casi beneficeranno di un aumento in busta paga pari a 60 euro al mese.

Attenzione al bonus del cuneo in busta paga – ilciriaco.it

In base a quanto emerge dal Rapporto dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio sulla politica di bilancio, documento presentato lo scorso 19 giugno 2024 in via ufficiale, proprio il taglio del cuneo contributivo che si applica in busta paga ai dipendenti comporta un effetto distorsivo, per questo l’attenzione deve essere massima.

In sostanza, lo sconto contributivo per fasce di reddito altera di nuovo il profilo delle aliquote marginali sul reddito del lavoratore in questione. Tale distorsione genera una “trappola delle povertà”, dove anche un solo euro di aumento del reddito potrebbe determinare una netta diminuzione dello sconto, perciò un calo del reddito disponibile, di 150 euro circa quando si supera la somma di 25mila euro lordi e di 1.100 euro circa una volta superati i 35mila euro lordi.

È un fenomeno che risulterebbe quindi molto rilevante nel caso in cui la decontribuzione dovesse diventare permanente. In pratica, comporrebbe un forte disincentivo al lavoro tanto che sarebbe molto più difficile raggiungere dei nuovi accordi contrattuali. Un dipendente che percepisce il bonus contributivo è disincentivato ad avere un guadagno più alto con l’attuale sistema.

Isabella Insolia

Classe 1993. Ha una laurea magistrale in Studi Politici e Internazionali e un Master in Comunicazione. Offre una lente d’ingrandimento sulla società attraverso uno sguardo sulla società: dall’economia alla politica, senza tralasciare il gossip. Ama il cinema e la musica, arti che hanno sempre sciolto quesiti latenti.

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