Come si calcolano le imposte dell'anticipo del TFR? Cosa dice la legge (ilciriaco.it)
È molto importante capire come l’anticipo del TFR venga tassato qualora si decida di effettuarne richiesta al datore di lavoro. Le regole da seguire
Non di rado può accadere che il lavoratore dipendente del settore privato decida di rivolgersi al datore di lavoro per richiedere un anticipo del TFR, il trattamento di fine rapporto solitamente erogato nella sua totalità al termine dell’attività lavorativa. Questo è possibile per alcune specifiche esigenze del lavoratore stesso e dei suoi familiari prossimi come i figli.
Quello che però in molti si domandano è come l’eventuale importo anticipato venga tassato e dunque quale sia effettivamente la somma, al netto delle imposte, che si riceverà sul conto corrente e della quale si potrà usufruire. Nello specifico si vuole capire se la tassazione sia operata alla fonte oppure se il lavoratore debba, successivamente, dichiararle al Fisco. Ecco dunque quali sono le regole di calcolo per le imposte legate all’anticipo della liquidazione.
Iniziamo col confermare che, al pari degli altri introiti, anche il TFR viene tassato e così il suo anticipo ma le regole da seguire in questi due specifici casi sono differenti e si basano sul meccanismo della tassazione separata per arrivare al calcolo dell’aliquota da pagare. Prima di entrare nel merito è importante spiegare chi e per quali ragioni può richiedere l’anticipo del TFR. Anzitutto occorre avere non meno di otto anni, con il medesimo datore, di lavoro dipendente. Inoltre la richiesta deve essere giustificata da specifici motivi come, ad esempio, l’acquisto della prima casa per il lavoratore stesso oppure per il figlio.
Altre ragioni ammesse sono le spese sanitarie del dipendente o del familiare a carico, quelle per congedi di formazione o parentali o ancora i costi di ristrutturazione della prima casa o per la manutenzione ordinaria di parti condominiali. Premesso che sarà possibile chiedere una sola volta l’anticipo del TFR, l’importo che si riceve sarà lordo pertanto andrà successivamente tassato con imposta inizialmente provvisoria e basata su un reddito presunto. Successivamente andrà divisa la somma lorda ricevuta per gli anni lavorati nell’azienda moltiplicando per 12 il totale e ottenendo in tal modo il reddito annuale.
Infine andrà applicata alla base imponibile l’aliquota Irpef, pari al rapporto tra l’imposta calcolata applicando l’aliquota stessa al reddito annuale di riferimento e l’ammontare del reddito annuo. La tassazione inoltre varia anche sulla base dei motivi della richiesta e potrebbe essere del 15% (con riduzioni a partire dal quindicesimo anno di lavoro nella medesima azienda) per le spese mediche e del 23% nel caso di acquisto o ristrutturazione della casa (con tassazione separata).
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