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Assegno di accompagnamento mensile, deve essere inserito nel 730? Sfatiamo ogni dubbio

Assegno di accompagnamento mensile, è necessario inserirlo nella dichiarazione del 730? È un dubbio che affligge molti. Spieghiamo la verità.

Durante il periodo dell’anno in cui si fanno le dichiarazioni dei redditi, molti si chiedono se le prestazioni legate alla grave disabilità, come l’indennità di accompagnamento e la pensione d’invalidità civile, debbano essere dichiarate. L’assegno di accompagnamento è essenziale per le persone che ne hanno più bisogno.

L’assegno di accompagnamento è una misura di sostegno essenziale – Ilciriaco.it

In questo articolo chiariremo ogni dubbio, spiegheremo quali sono i punti di vista degli esperti del settore e quali sono le motivazioni che legano queste scelte rispetto alla presentazione del modello 730 redditi. È sempre bene consultare il proprio commercialista oppure un CAF per le questioni legate alla fiscalità.

Assegno di accompagnamento mensile, bisogna dichiararlo nel modello 730?

Bisogna osservare che l’indennità di accompagnamento è una prestazione economica riconosciuta dall’INPS ai soggetti con disabilità grave. Come coloro affetti dalla malattia di Parkinson con un’invalidità del 100%. Questo assegno, che ammonta a 515,43 euro mensili, è destinato a chi ha bisogno di assistenza continua per deambulare o per compiere gli atti fondamentali della vita quotidiana.

Un punto importante da ricordare è che l’indennità di accompagnamento è esente da Irpef. Questo significa che non è soggetta a tassazione e, di conseguenza, non deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi. L’esenzione si applica indipendentemente dal reddito complessivo di chi riceve l’assegno. Questo garantisce un sostegno economico netto e senza oneri fiscali.

Non tutti i tipi di assegno di accompagnamento sono esenti Irpef e non vanno inseriti in dichiarazione – Ilciriaco.it

Oltre all’indennità di accompagnamento, i soggetti con invalidità totale possono beneficiare della pensione per invalidi civili totali, che ammonta a 279,47 euro mensili. Anche questa pensione non prevede l’imposizione fiscale e non deve essere riportata nella dichiarazione dei redditi. È importante notare che per accedere a questa pensione, il reddito annuo del beneficiario non deve superare i 16.532,10 euro.

Per chi ha un’invalidità compresa tra il 74% e il 99%, esiste l’assegno di assistenza, che è anch’esso esente da tassazione. Questo assegno, pari a 279,47 euro mensili, è destinato a coloro che hanno un reddito annuo non superiore a 4.800,38 euro. Anche questa prestazione non deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi.

È diverso invece il caso dell’assegno ordinario di invalidità, che non è esente da tassazione e deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi. Questo assegno è legato ai contributi previdenziali e viene erogato a chi ha un’infermità fisica o mentale che riduce la capacità lavorativa di oltre i due terzi. Per ottenerlo, sono necessari almeno 5 anni di contribuzione, di cui 3 negli ultimi 5 anni.

Per fare la comunicazione in modo corretto all’Agenzia delle Entrate, non c’è bisogno di informare l’ente a riguardo delle prestazioni esenti, come l’indennità di accompagnamento e la pensione per invalidi civili totali. Queste prestazioni sono già note all’INPS e non richiedono ulteriori dichiarazioni da parte del beneficiario.

Chiara Cacioppo

Chiara Cacioppo e sono specializzata in SEO e copywriting. Sono appassionata di temi di attualità, economia, gossip, tecnologia e viaggi. Adoro scrivere e personalizzare ogni mio articolo con un tocco personale. La comunicazione sul web è ormai rapidissima e molto sfuggente, ma sono convinta che un testo ben scritto non passa mai inosservato!

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