In pensione in anticipo, come calcolare sette anni (Ilciriaco.it)
Per andare in pensione anticipata occorre soddisfare i requisiti dello scivolo scelto e fare bene i conti. Ecco il metodo per non sbagliare.
Il sistema previdenziale italiano permette ai lavoratori di lasciare anticipatamente il mondo del lavoro rispetto al raggiungimento della pensione di vecchiaia a 67 anni di età con venti anni di contribuzione maturata.
Al momento i lavoratori hanno diversi scivoli da utilizzare per andare in pensione anticipata. Presto la situazione potrebbe cambiare date le serie problematiche legate alla previdenza sociale. L’OSCE ipotizza che tra pochi anni i soldi per pagare le pensioni finiranno e che l’intero sistema rischia di collassare se non si trovano soluzioni idonee fin da subito come l’introduzione – di nuovo – di una patrimoniale oppure la cancellazione di molti scivoli di pensionamento anticipato. Il Governo ha già iniziato a stringere i paletti di accesso ad alcune misure e ne ha reso altre meno convenienti.
Il riferimento è, per esempio, a Quota 103. Nel 2024 si potrà ancora andare in pensione a 62 anni di età e con 41 anni di contributi ma solo accettando il sistema di calcolo contributivo, una finestra di decorrenza molto lunga e un importo dell’assegno massimo di quattro volte il minimo. Un altro scivolo, invece, al momento non è cambiato ed è quello riservato agli addetti ai lavori usuranti.
Gli addetti ai lavori usuranti possono andare in pensione anticipata a condizione che abbiano svolto questo tipo di mansione per almeno sette anni negli ultimi dieci anni di occupazione oppure per la metà della vita complessiva lavorativa. Nel conteggio si considera anche l’ultimo anno di lavoro mentre non sono inclusi i contributi figurativi.
Il diritto al trattamento pensionistico anticipato, dunque, si raggiunge in caso di lavoro usurante solo se il richiedente ha svolto le mansioni interessate (come il lavoro notturno) per un lungo periodo di tempo. Sette anni negli ultimi dieci, così si conteggia il diritto ricordando di escludere i periodi coperti dalla contribuzione figurativa. Una breve parentesi sul contratto.
La pensione anticipata si raggiunge con Quota 97,6 se dipendenti (61 anni e sette mesi di età e 35 anni di contributi) e con Quota 98,6 se autonomi (62 anni e sette mesi di età e 35 anni di contributi). L’ultimo anno di lavoro rientra nel calcolo per tutti i lavoratori – sempre che non sia coperto da contribuzione figurativa – ma in caso di lavoro notturno occorre considerare un’altra regola. La turnazione dovrà essere stata svolta per minimo sei ore consecutive tra la mezzanotte e le cinque del mattino per minimo 64 giorni all’anno oppure per minino tre ore consecutive per un anno intero.
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