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Permessi legge 104: differenza tra disabile che lavora e caregiver che bisogna considerare

Non tutti sono a conoscenza della differenza tra disabile che lavora e caregiver in materia di permessi legge 104. Ecco tutto ciò che c’è da sapere al riguardo.

La legge 104 è entrata in vigore per disciplinare la materia relativa alle persone con disabilità. In particolare, è stata pensata per disciplinare le minorazioni fisiche e psichiche che sono causa di difficoltà di apprendimento o comunque di situazioni di svantaggio.

In poche parole, la legge in esame agisce dal punto di vista assistenziale per consentire anche alle persone con le predette problematiche di potersi integrare nella società e di  affermare se stessi. Ciò detto, in pochi sono a conoscenza della differenza tra disabile che lavora e caregiver in materia di permessi Legge 104. Di seguito vi forniamo tutte le informazioni al riguardo in modo tale da comprendere meglio la disciplina alla base della legge in questione.

Legge 104, differenza tra disabile che lavora e caregiver

Per la richiesta dei permessi 104 è importante essere a conoscenza della differenza tra disabile che lavora e caregiver. Come molti di voi giù sapranno, la legge in esame contempla l’assegnazione di 3 giorni di permesso che possono essere utilizzati sia dal disabile che lavora che dal familiare che lo assiste. Questi stessi permessi, inoltre, possono essere utilizzati anche in contemporanea dai predetti soggetti.

In molti si chiedono quale sia la differenza tra disabile che lavora e caregiver – IlCiriaco.it

Ciò detto, è importante approfondire la differenza tra le due parti. Quando si parla di caregiver si fa riferimento ad una persona che assiste il disabile e che dunque si prende cura dello stesso. Quest’ultimo deve essere un soggetto affetto da malattia, infermità o disabilità di tipo cronico o degenerativo. Nello specifico, la disciplina di legge prevede che il caregiver possa assentarsi dal lavoro fino a 3 giorni al mese, mantenendo invariata la retribuzione.

Tra i beneficiari dei permessi ci sono coniugi o partner uniti civilmente, conviventi, genitori come anche parenti fino al secondo grado. Può essere utile sapere, inoltre, che a partire dal 13 agosto del 2022, i predetti permessi possono essere accordati anche a più lavoratori che si occupano dello stesso disabile e che dunque si alternano tra loro. Oltre a ciò, si specifica che per essere considerato un caregiver bisogna prestare assistenza in maniera gratuita e continua. In poche parole, è necessario che non vi sia alcun rapporto di lavoro connesso alla cura del familiare.

In ultima analisi, va detto che ci sono anche disabili che, essendo in grado di lavorare, possono essere considerati essi stessi dei caregiver. Ciò però è connesso anche alla loro capacità di svolgere tale ruolo e dunque dall’entità della disabilità.

Sabrina Pesce

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