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WhatsApp, stop a questa tipologia di gruppi: la verità dietro la misura

Un misura straordinaria che vieta una particolare tipologia di gruppi WhatsApp: qual è la verità che si nasconde dietro?

WhatsApp è ormai il mezzo di comunicazione principale di milioni di persone. La piattaforma di proprietà metà vanta un numero di utenti attivi che si aggira sui due miliardi. La mole di dati scambiati è davvero enorme: documenti, video, audio, foto e tutto quello che si può condividere, ogni giorno transita in maniera rapida e sicura da un utente all’altro. La praticità dell’applicazione è innegabile: che si tratti di lavoro o di aspetti personali, è davvero fondamentale.

Permette di riunire più persone mediante gruppi, per condividere informazioni, aggiornamenti, o semplicemente per divertirsi. Infatti, spesso ci arriva la notifica “sei stato aggiunto al gruppo…”. Si creano gruppi per qualsiasi cosa: feste, lavoro, svago e di tutto di più. Ma ecco che una misura speciale avrebbe bandito una particolare tipologia di gruppo WhatsApp. Ma di cosa si tratta e cosa bisogna aspettarsi? Ecco cosa bisogna sapere.

WhatsApp: stop a questi gruppi

L’importanza di condividere informazioni in modo rapido è davvero fondamentale, e il gruppo WhatsApp si tramuta in uno strumento essenziale. Ormai il suo utilizzo è praticamente automatico, e starci senza è davvero impossibile. Ma ecco però che in alcuni casi un gruppo WhatsApp può trasformarsi in qualcosa di pericoloso. Motivo per il quale è stata varata una misura speciale per bandire questa tipologia di gruppi.

Gruppi WhatsApp vietati: cosa si nasconde dietro questa misura? – ilciriaco.it

Spesso e volentieri, anzi verrebbe da dire quasi sempre, le mamme dei bambini e dei ragazzi, ma i genitori in generale, creano dei gruppi per condividere informazioni e aggiornamenti circa le questioni scolastiche. Ed una misura speciale avrebbe vietato questa tipologia di gruppi in maniera molto incisiva. Ma come mai? Cosa si nasconde dietro questa bizzarra e singolare imposizione? La verità, come sempre, sta sempre nel mezzo: ecco perché questa misura.

Di cosa si tratta?

L’ordinanza proviene dal sindaco Domenico Giampà, di un piccolo comune della provincia di Catanzaro in Calabria, San Pietro a Maida. Ma la verità è ben altra: si tratta di una provocazione. Nulla di vero, per alleggerire il carico dei genitori dei ragazzi che vanno a scuola. In maniera goliardica e provocatoria, il sindaco ha condiviso sui canali social una falsa ordinanza che vieterebbe la creazione di gruppi WhatsApp delle mamme dei ragazzi.

Questi gruppi (ed è vero) molto spesso si trasformano in focolai di false news, informazioni errate, apprensioni ed allarmismi inutili che generano panico e si diffondono rapidamente. Disinformazione che spesso si scontra con quella che è la realtà dei fatti. Un modo come un altro, in maniera ironica da parte del sindaco, per far comprendere che bisogna fare attenzione quando si fanno circolare le notizie, evitando di lanciare allarmi che in realtà non esistono.

Anna Antonucci

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